Dice le Parolacce.. che fare?
Verso i 3 anni, all'asilo, i bimbi ne imparano tante. La parola d'ordine per i genitori è: indifferenza.
Dire le parolacce piace molto a tutti i bambini. Inizialmente il gusto per la parolaccia è di natura molto innocente e dipende solo dal fatto di aver appreso termini nuovi, a volte mai sentiti prima. Per un bambino di 3 anni una parolaccia può avere lo stesso fascino di una parola al di sopra di ogni sospetto, ma astrusa e fino a quel momento sconosciuta. In poco tempo però il bambino comprende perfettamente che il suo nuovo modo di infacire i discorsi suscita stupore o scandalizza. Capisce cioè che la parolaccia può essere usata per sfidare e provocare gli adulti. A questo punto ogni termine volgare pronunciato aumenta il proprio valore agli occhi del bambino, perchè gli consente anche di provare il brivido della trasgressione che, si sa, esercita un grande fascino sul genere umano, cuccioli compreso.L'unico sistema per limitare l'uso delle parolacce è quello di mostrarsi del tutto indifferenti ogni volta che vengono pronunciate. Se è vero infatti che, poco dopo averle apprese, il bimbo le impiega per scuotere la platea, è quasi certo che, non ottenendo l'effetto sperato, pottrebbe desistere. In prima battuta, dunque, può essere consigliabile tantare questa strada.
Nonostante ciò non è escluso che il bambino continui imperterrito a dire parolacce, riuscendo a captare il fastidio oltre la cortina dell'indifferenza o ad avvertire che l'atteggiamento distaccato è costruito a tavolino. A questo punto non resta che passare a metodi più espliciti, soprattutto se le sue parolacce mettono realmente a disagio o, comunque, creano situazioni di imbarazzo con gli estranei.
Il sistema per farlo smettere è semplice, almeno in teoria, e consiste nell'imporgli come "regola base", da aggiungere alle altre facili regole che già deve rispettare, il controllo del linguaggio. Con tono fermo e deciso gli si può dire che le parolacce che lui pronuncia infastidiscono e che quindi deve smetterla. Si deve cioè strasmetttergli il messaggio che la sua libertà (come quella di tutti) finisce dove inzia quella degli altri e che fare una cosa sgradevole per le persone che lo circondano è severamente vietato.
Se si sceglie questa strada ci vuole però coerenza: ogni parolaccia va censurata, almeno con un "no". A propria volta è d'obbligo non dire parolacce: l'esempio infatti aiuta parecchio.
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